Casa di cura Clinica Ruesch

La scelta tra una protesi totale o parziale dell’anca dipende da diversi fattori, tra cui l’età, la gravità della patologia e le esigenze funzionali del paziente.

  • La protesi totale sostituisce sia la testa del femore che l’acetabolo ed è indicata per chi soffre di danni articolari estesi;
  • la protesi parziale, invece, riguarda solo la testa del femore e viene consigliata soprattutto nei casi di frattura del collo femorale negli anziani ultraottantenni.

Le principali differenze in breve

  • Protesi totale: consente un miglioramento funzionale più ampio e una riduzione significativa del dolore, ma richiede un recupero più lungo.
  • Protesi parziale: permette un ritorno più rapido alle attività quotidiane, mantenendo parte dell’articolazione naturale.

Cos’è una protesi d’anca?

La protesi d’anca è un dispositivo che sostituisce le parti danneggiate dell’articolazione per migliorare la mobilità e ridurre il dolore. In base alla situazione clinica, si può optare per una sostituzione completa o solo parziale.

Protesi totale dell’anca

Quando è indicata

La protesi totale è la soluzione più adatta per chi soffre di artrosi avanzata, artrite reumatoide o necrosi della testa del femore.

Nei casi in cui l’intera articolazione risulta compromessa, la sostituzione completa garantisce i migliori risultati in termini di mobilità e qualità della vita.

Vantaggi

  • Miglioramento importante della funzionalità articolare
  • Riduzione duratura del dolore

Svantaggi

Protesi parziale dell’anca

Quando è indicata

La protesi parziale si utilizza soprattutto nei pazienti molto anziani che hanno subito una frattura del collo del femore e presentano una buona condizione dell’acetabolo.

Si usa raramente e si tende a preferire comunque una protesi totale (che protesizza anche l’acetabolo) ma utilizzando una doppia mobilità.

Vantaggi

  • Recupero più rapido rispetto alla protesi totale
  • Intervento meno impegnativo dal punto di vista chirurgico

Svantaggi

In alcuni casi può essere necessario un intervento di revisione negli anni successivi.

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Tempi di recupero

La durata della riabilitazione varia a seconda del tipo di intervento e delle condizioni individuali.

  • Con una protesi totale, il recupero completo richiede in genere dai due ai quattro mesi.
  • Con una protesi parziale, invece, la ripresa è più rapida: molti pazienti tornano autonomi già dopo circa sei settimane.

Come scegliere?

La decisione viene presa valutando con attenzione diversi elementi:

  1. L’età e le condizioni generali di salute
  2. Il tipo e la gravità della patologia
  3. Il livello di attività che si desidera riprendere

Insieme allo specialista, si definisce il percorso migliore per ottenere un risultato duraturo e una qualità di vita soddisfacente.

La protesi di superficie

Una terza opzione è la protesi di superficie MOP, un tipo di impianto utilizzato nei pazienti più giovani o attivi, quando l’articolazione è danneggiata ma l’osso femorale è ancora in buone condizioni. A differenza della protesi totale tradizionale, non prevede la sostituzione completa del femore: si “riveste” la testa del femore con una cupola metallica, che articola contro un inserto in polietilene (MOP).

Riferimenti bibliografici

Hopkins Medicine – Hip Replacement Surgery 

Credit foto: Adobe free stock

Protesi d'anca totale o parziale

Specialista in Ortopedia e Traumatologia. Si occupa principalmente di chirurgia protesica di anca e ginocchio, con particolare attenzione alle tecniche innovative.